Crisi di coppia: quando l’incomunicabilità spegne l’amore

Crisi di coppia: anatomia di un distacco a due voci

Riconoscere una crisi di coppia non è mai semplice: spesso tutto inizia con piccoli malintesi, parole non dette e un progressivo distacco emotivo. Proviamo a osservare questa dinamica dall’interno…

Il punto di vista di lei: il peso dei silenzi inespressi

Lei si girò lentamente, e si accorse di un fastidio, presente da qualche tempo, a cui non aveva badato; come un peso sullo stomaco, che le impediva il respiro, che le pesava anche sul viso in un’espressione seria. 

Altre volte era già capitato: una frase superficiale, che lui le aveva detto male, che l’aveva fatta sentire non capita.  Aveva però ignorato quel carico che le pesava sul petto e sulle guance, ed era tornata a sorridere. Questa volta non era diversa dalle altre, era solo una volta in più; qualcosa però scattò dentro di lei e non potè più far finta di niente. Questa volta avrebbe voluto parlarne, ma si sentiva sbagliata. Lei sbagliava sempre: il momento, le parole, il modo di dirlo.

Dopo qualche istante, andò in bagno, in silenzio, si guardò allo specchio, si pettinò i capelli castani, per sentirsi in ordine. Si accorse che la sua espressione era seria, anche un pochino triste. 

Provò a far sorridere quell’immagine nello specchio. Ecco, c’è la poteva fare.

Cercò di non badarci anche quella volta, sarebbe passato.

 

Non passò davvero, non del tutto, c’erano momenti più leggeri, altri meno. 

Ogni tanto quella trascuratezza tornava; il suo volto fingeva, ma il suo animo non riusciva più a far finta di nulla.

Lentamente la accettò, forse sarebbe meglio dire la subì; ma senza volerlo divenne più distaccata, come per difendersi, per sentire meno dolore.

In un circolo di trascuratezza e distacco quell’amore sognato divenne… abitudine. 

Da quel batticuore, ora quella passione sembrava spegnersi, lentamente.

Diminuirono i sorrisi, gli scherzi, le risate, quegli sguardi che l’avevano fatta innamorare.

 

Rimanevano le cose importanti di uno stare insieme per la vita. 

Ecco, le cose importanti li legavano, li tenevano insieme. Non più il piacere di stare vicini.

Sì, insieme agli sguardi, diminuì il desiderio.  Ma no, questo non poteva dirlo.

 

Il punto di vista di lui: la paura della tempesta

La amo, questa donna è meravigliosa. 

Per come si muove, come si prepara, come organizza le serate, la vita. 

Il suo entusiasmo, la sua cura per le piccole cose sono un incanto.

Certi giorni però è nervosa, elettrica. È difficile starle vicino. Direi quasi pericoloso.

In quei periodi mi sembra che non ne faccio una giusta: troppo vicino, troppo lontano, troppo allegro, troppo sbadato… troppo.

Sembra che da un momento all’altro possa arrivare una tempesta. Rallento, procedo con cautela, ma sento che non basta. Mi sembra di camminare sulle uova, ma sento la bufera arrivare, inesorabile.

È impossibile sottrarsi.

Cerco di essere più presente oppure di uscire più spesso, ma è il timore a guidarmi.

Non riesco a essere fluido, sciolto come al solito e so che questo complica le cose. 

La baruffa arriva, quasi sempre. Mi fa male, ma non ci posso fare niente.

Dopo passa, si recupera, quasi come prima, quasi…

Come nasce una vera crisi di coppia

Raramente una crisi di coppia arriva all’improvviso, più spesso si costruisce nel tempo. L’armonia dei primi tempi con quelle sensazioni indimenticabili si stempera.

“È normale”, si pensa. È forse è così, la passione ha bisogno di lasciar spazio all’amore.

Poi il silenzio, che prima era connessione intima, gradualmente diventa uno spazio di solitudine. È difficile descrivere questi passaggi, e ciascuno può scrivere la propria esperienza.

Per chi è attento, i momenti di svolta sono piuttosto chiari. Ce ne accorgiamo a un certo punto, anche se spesso non siamo consapevoli di quando sia iniziato: una risposta superficiale, il non essere visti, il dubbio se ripetere una frase detta già altre volte, il timore di una reazione eccessiva.

Qualcosa è cambiato. I primi segnali in cui ci si accorge che qualcosa non va, facilmente li si mette da parte, come si fa con una sensazione fastidiosa. Non vogliamo credergli. Anche parlarne è complicato, perché spesso è arduo trovare le parole per aprire un discorso senza apparire troppo esigenti o inopportuni. A volte non si sa neanche se queste sensazioni siano vere o se siano una fantasia. Sovente si fa finta di niente, per il quieto vivere.

Mettere distanza tra sé e il proprio sentire però non migliora la situazione, anzi la peggiora, perché chi si tiene il disagio smette di comunicare in modo fluido.  Nascono ombre, incomprensioni di cui non si può parlare. Questo aumenta ancora la distanza.

Quando ci sono difficoltà nella comunicazione, conflitti ricorrenti, perdita di complicità, di intimità può essere utile trovare qualcuno che faciliti il dialogo, che metta in evidenza gli intoppi comunicativi, le abitudini acquisite che non sono più funzionali.

Il lavoro può essere di coppia, ma quasi sempre anche il lavoro con uno dei partner è in grado di modificare gli equilibri comunicativi, proprio perché sono equilibri che si giocano in due e se uno inizia a fare sul serio, l’altro non potrà continuare come se nulla fosse.

Perché quando l’amore diminuisce, spesso iniziano giochi di potere, su chi ha più ragione.

Ma questo non è amore.

Esso ricomincia quando si smette di voler avere ragione ad ogni costo e nasce il desiderio di capirsi più in profondità.

Come superare una crisi

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