Mindfulness e Ostacoli alla pratica

Mindfulness e ostacoli alla pratica: perché pensi di non saper meditare?

Ansia durante la mindfulness? Negli ultimi anni si parla moltissimo di meditazione e di Mindfulness, e la scienza ha ormai ampiamente dimostrato la sua efficacia nel ridurre lo stress e migliorare la qualità della vita.

Tuttavia, chiunque provi a informarsi noterà presto che le notizie al riguardo possono essere fonte di grande confusione. Leggendo libri o articoli online, è facile imbattersi in indicazioni contrastanti che lasciano sconcertati.

Questo accade spesso perché chi scrive riporta la propria esperienza personale: un’esperienza senza dubbio valida per sé, ma che viene generalizzata come se quella specifica tecnica fosse adatta a tutti indistintamente. E, purtroppo, molto spesso non è così.

I falsi miti sulla Mindfulness: “Non riesco a concentrarmi”

Nella mia pratica quotidiana a Torino, mi accorgo spesso dell’esistenza di alcune credenze e dicerie fuorvianti. Ho conosciuto molte persone convinte di non essere fatte per la meditazione a causa di ostacoli apparentemente insormontabili:

  • “Non riesco a concentrarmi, mi distraggo subito”

  • “La mia mente vaga continuamente”

  • “Se sto fermo a meditare mi viene l’ansia”

Se ti riconosci in queste frasi, ho una buona notizia per te: la tua mente sta solo facendo il suo lavoro. Ciononostante, è importante chiarire alcuni aspetti fondamentali per comprendere come superare questi blocchi.

Mito 1: La meditazione è sinonimo di “benessere e pace assoluta”

Non è propriamente così. La Mindfulness non è una bacchetta magica per cancellare i pensieri, ma uno strumento per comprendere se stessi, il proprio funzionamento specifico e chi siamo oltre le nostre maschere quotidiane.

Nel momento in cui dentro di noi albergano tristezza, rabbia o frustrazione, la Mindfulness ci offre un’alternativa all’evitamento: conoscere a fondo queste emozioni scomode. Ci insegna a osservare come arrivano, come si manifestano nel corpo e quali parti attivano o disattivano.

L’obiettivo non è il controllo o il cambiamento forzato, bensì scoprire come lasciare andare le emozioni senza rimanere agganciati a quello che la psicologia definisce sequestro emotivo.

Quando impariamo a lasciare andare, si crea spontaneamente spazio per altri stati d’animo. Se durante la pratica noti una resistenza o un attaccamento, osserva semplicemente quella resistenza, senza giudicarti. Questo è il vero cammino di progressiva comprensione di sé e dei propri moti interiori.

Mito 2: Per meditare bisogna per forza stare fermi

Riguardo alla difficoltà di rimanere immobili (che a molti evoca una sensazione di ansia o costrizione), c’è da ricordare che esistono molteplici strade per sviluppare la consapevolezza.

Se l’immobilità ti blocca, si può optare per le meditazioni in movimento (come la Walking Meditation). Questo approccio permette di creare lo stato fisico più adatto alla consapevolezza, rispettando i ritmi del proprio corpo. Esistono diverse modalità e funzioni che è possibile approfondire e cucire su misura per te.

Che cos’è davvero la meditazione? Due definizioni utili

Per orientarsi in questo panorama così vasto, può essere utile ricordare la reale funzione della pratica attraverso due definizioni:

  1. La meditazione è uno stato di quiete corporea che dà al meditante accesso diretto alle proprie percezioni fisiche, emotive, psicologiche e spirituali.

  2. La meditazione è ascolto consapevole dei propri processi interni (fisici, emotivi, psicologici), attraverso un’osservazione pura, priva di altre finalità oltre alla percezione stessa.

Come iniziare a meditare senza perdersi?

Per chi non ha molta pratica, queste definizioni possono apparire generiche. Come trovare la propria strada?

A volte i libri giusti aiutano, ma è necessaria una buona dose di fortuna per trovare il testo adatto al proprio momento di vita. Altre volte, la via più breve ed efficace è il confronto diretto con un professionista che abbia già una solida esperienza pratica e che possa guidarti senza darti ricette preconfezionate.

Se vivi a Torino e desideri avvicinarti alla Mindfulness in modo personalizzato, superando l’ansia da prestazione o la fatica della mente che vaga, ti invito in Hodos Studio. Insieme, struttureremo un percorso di Counseling e Mindfulness capace di diventare una vera bussola per il tuo benessere quotidiano.

Contatta Davide Bertolino per un incontro conoscitivo a Torino

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